Studio Legale Sugamele a Trapani - Pubblicazione di Notizie, Sentenze, Articoli

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MAR
Il “fumus commissi delicti” per l’adozione di un sequestro pr...
Sentenza
23-03-2026 22:00
Avv. Antonino Sugamele

Il “fumus commissi delicti” per l’adozione di un sequestro preventivo, pur non dovendo integrare i gravi indizi di colpevolezza di cui all’art. 273 cod. proc. pen., necessita comunque dell’esistenza di concreti e persuasivi elementi di fatto, quantomeno indiziari, che consentano di ricondurre l’evento punito dalla norma penale al...

Corte di cassazione, penale, sezione 5, sentenza del 29-01-2020, n. 3722 repubblica italiana in nome del popolo italiano la corte suprema di cassazione sezione quinta penale composta dagli ill.mi sigg.ri magistrati: dott. palla stefano - presidente dott. mazzitelli caterina - consigliere dott. scarlini enrico v - rel. consigliere dott. de marzo giuseppe - consigliere dott. brancaccio matilde - consigliere ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso proposto da: (omissis), nato a (omissis); avverso l'ordinanza del 07/06/2019 del trib. liberta' di firenze; udita la relazione svolta dal consigliere dr. enrico vittorio stanislao scarlini; sentite le conclusioni del pg dr. epidendio tomaso, che conclude per il rigetto del ricorso. l'avvocato (omissis) chiede l'annullamento dell'ordinanza impugnata, si riporta ai motivi di ricorso ed insiste per l'accoglimento dello stesso. ritenuto in fatto 1. con ordinanza del 7 giugno 2019, il tribunale di firenze, sezione per il riesame, in accoglimento dell'appello proposto dalla procura della repubblica ed in riforma del provvedimento del gip del medesimo tribunale, disponeva il sequestro preventivo degli impianti dedicati alla diffusione delle trasmissioni di (omissis), con sede a (omissis), utilizzati da (omissis) per commettere: - (capo 1) il delitto previsto dall'articolo 81 c.p., comma 2 e l. n. 47 del 1948, articolo 595, commi 1 e 3, articolo 13 e l. n. 223 del 1990, articolo 30, comma 4, perche', in piu' occasioni (il 13.11.2018, il 19.11.2018, il 28.11.2018, il 7.1.2019, il 9.1.2019, il 24.1.2019, il 21.2.2019) nel corso dell'unica trasmissione parlata diffusa dall'indicata emittente radio, denominata "voce al popolo", offendeva l'onore ed il decoro di (omissis) (che era stato ospite nella sua trasmissione e che (omissis) aveva poi diffamato gia' riportando condanna per tale delitto e per l'ulteriore reato di istigazione all'odio razziale commesso nella medesima occasione) e di (omissis) (gia' ospite della radio e suo difensore di fiducia nel ricordato procedimento per diffamazione); - (capo 2) il delitto punito dall'articolo 81 c.p., comma 2 e articolo 604 bis c.p. (gia' l. n. 654 del 1975, articolo 3, comma 1, lettera a) perche', in piu' occasioni (l'8.11.2018, il 9.11.2018, il 19.11.2018, il 20.11.2018, il 4.12.2018, il 19.2.2019, l'1.3.2019, l'8.3.2019), ...

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MAR
In tema di misure cautelari reali, il giudice, nel valutare i...
Sentenza
23-03-2026 21:57
Avv. Antonino Sugamele

In tema di misure cautelari reali, il giudice, nel valutare il “fumus commissi delicti”, presupposto del sequestro preventivo, non può limitarsi all’astratta verifica della sussumibilità del fatto in un’ipotesi di reato, ma è tenuto ad accertare l’esistenza di concreti e persuasivi elementi di fatto, quantomeno indiziari, indicat...

In tema di misure cautelari reali, il giudice, nel valutare il “fumus commissi delicti”, presupposto del sequestro preventivo, non può limitarsi all’astratta verifica della sussumibilità del fatto in un’ipotesi di reato, ma è tenuto ad accertare l’esistenza di concreti e persuasivi elementi di fatto, quantomeno indiziari, indicativi della riconducibilità dell’evento alla condotta dell’indagato, pur se il compendio complessivo non deve necessariamente assurgere alla persuasività richiesta dall’art. 273 cod. proc. pen. per le misure cautelari personali. corte di cassazione, penale, sezione 4, sentenza del 23-05-2024, n. 20341 repubblica italiana la corte suprema di cassazione sezione quarta penale composta dagli ill.mi sigg.ri magistrati: dott. ciampi francesco maria - presidente dott. serrao eugenia - consigliere dott. pezzela vincenzo - consigliere dott. cenci daniele - consigliere dott. ricci anna luisa angela - consigliere-rel. ha pronunciato la seguente sentenza sul ricorso proposto da: ba.cr. nato il (omissis) avverso l'ordinanza del 1 dicembre 2023 del trib. riesame di monza udita la relazione svolta dal consigliere ricci anna luisa angela; lette le conclusioni del pg passafiume sabrina che ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso. ritenuto in fatto il tribunale di monza, in funzione di giudice del riesame, ha confermato il decreto di sequestro preventivo ai sensi dell'art. 321, comma 1, cod. proc. pen. emesso dal gip. tribunale di monza nei confronti di ba.cr. avente ad oggetto la somma di euro 279.390,00 rinvenuta all'interno del veicolo audi a 6 avant, la somma di euro 4280,00 e la somma di 350 franchi svizzeri rinvenuti nell'abitazione e infine l'autovettura audi a 6 priva di targhe, già oggetto di sequestro probatorio. ba.cr. risulta indagato in ordine al reato di cui all'art. 73 d.p.r. 9 ottobre 1990 n. 309 con concorso con ta.an. sulla base dei seguenti elementi: - il 10 agosto 2023 i carabinieri di v avevano incrociato casualmente un soggetto intento ad aprire un furgone e, insospettiti dal suo atteggiamento nervoso, avevano proceduto alla perquisizione veicolare e personale, rinvenendo un' ingente quantità di sostanza stupefacente del tipo cocaina (pari a 1120 grammi), la somma di euro 695,00 in contanti, svariati biglietti manoscritti riportanti indicazioni di cifre e nomi, nonché ...

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MAR
La “serietà degli indizi” costituisce presupposto per l’appli...
Sentenza
23-03-2026 21:52
Avv. Antonino Sugamele

La “serietà degli indizi” costituisce presupposto per l’applicazione delle misure cautelari reali. In tema di sequestro preventivo, non è necessario valutare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico della persona nei cui confronti è operato il sequestro, essendo sufficiente che sussista il “fumus commissi delicti”, ...

In tema di sequestro preventivo, non è necessario valutare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico della persona nei cui confronti è operato il sequestro, essendo sufficiente che sussista il “fumus commissi delicti”, vale a dire la astratta sussumibilità in una determinata ipotesi di reato del fatto contestato. il giudice deve comunque verificare in modo puntuale e coerente gli elementi in base ai quali desumere l’esistenza del reato astrattamente configurato, in quanto la serietà degli indizi costituisce presupposto per l’applicazione delle misure cautelari reali. corte di cassazione, penale, sezione 3, sentenza del 27-02-2026, n. 7721 repubblica italiana la corte suprema di cassazione sezione terza penale composta da dott. andreazza gastone - presidente dott. vergine cinzia - consigliere dott. di stasi antonella - relatore dott. gai emanuela - consigliere dott. giorgianni giovanni - consigliere ha pronunciato la seguente sentenza sul ricorso proposto da: pi.fe., nato a n il (omissis) avverso l'ordinanza del 31/03/2025 del tribunale di firenze visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere antonella di stasi; udito il pubblico ministero, in persona del sostituto procuratore generale ettore pedicini, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso; udito per l'imputato l'avv. an.pi., anche in sostituzione dell'avv. al.tr., che ha concluso chiedendo l'accoglimento dei motivi di ricorso. ritenuto in fatto 1.con ordinanza del 31/03/2025, il tribunale di firenze annullava il decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca diretta e per equivalente in relazione ai reati di cui agli artt. 416 cod. pen. e 8 d.lgs. 74/2000 emesso in data 30/12/2024 dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di firenze nei confronti della beb euronigro, in persona dei legali rappresentanti ed ordinava il dissequestro e la restituzione di quanto in sequestro agli aventi diritto; confermava nel resto il decreto impugnato e, quindi, per quanto rileva in questa sede, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente disposto nei confronti di pi.fe. 2.avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione pi.fe., a mezzo del difensore di fiducia, articolando tre motivi di seguito enunciati. con il primo motivo deduce violaz...

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MAR
Trapani. In tema di patteggiamento, la richiesta dell'imputat...
Sentenza
22-03-2026 23:27
Avv. Antonino Sugamele

Trapani. In tema di patteggiamento, la richiesta dell'imputato di applicazione di una sanzione sostitutiva è congiunta e non alternativa a quella di applicazione della pena, sicché grava sul giudice l'obbligo di controllarne l'ammissibilità e di rigettare la richiesta stessa nel caso in cui la sostituzione non sia applicabile, senza po...

Cassazione penale sent. sez. 4 num. 10444 anno 2026 presidente: bellini ugo relatore: bruno mariarosaria data udienza: 03/03/2026 la corte suprema di cassazione quarta sezione penale composta da ugo bellini - presidente - sent. n. sez. 277/2026 gabriella cappello cc - 03/03/2026 alessandro ranaldi r.g.n. 436/2026 mariarosaria bruno - relatore - motivazione semplificata marina cirese ha pronunciato la seguente sentenza sul ricorso proposto da: m.a. nato a e. il avverso la sentenza del 24/11/2025 del gip tribunale di trapani udita la relazione svolta dal consigliere mariarosaria bruno; lette le conclusioni del sostituto procuratore generale ritenuto in fatto e considerato in diritto 1. m.a., a mezzo del difensore, ricorre avverso la sentenza del tribunale di trapani, resa ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., con cui è stata applicata la pena di anni uno, mesi sette di reclusione ed euro 2.200,00 di multa per il reato di cui all’art. 73, comma 5, d.p.r. 309/90. il giudice, nella sentenza impugnata, ha rigettato la richiesta di sostituzione della pena detentiva irrogata nei confronti dell’imputato con le sanzioni sostitutive previste dalla legge n.689/81, non ritenendo di potere esprimere una prognosi positiva sul rispetto delle prescrizioni da impartire. la difesa ha articolato un motivo unico di ricorso, rammentando di avere subordinato la richiesta di patteggiamento alla concessione delle sanzioni sostitutive del lavoro di pubblica utilità o della detenzione domiciliare, ex art. 20- bis cod. pen. lamenta che il giudice non avrebbe dovuto scindere la richiesta, accogliendo l’accordo sulla pena e rigettando l’applicazione della sanzione sostitutiva cui era subordinato il patto concluso per l’annullamento senza rinvio la sentenza impugnata con trasmissione degli atti al tribunale di tr...

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MAR
Sul danno da demansionamento del magistrato non reintegrato n...
Sentenza
22-03-2026 17:59
Avv. Antonino Sugamele

Sul danno da demansionamento del magistrato non reintegrato nelle sue funzioni A fronte della revoca della misura cautelare e del proscioglimento in sede disciplinare, a sua volta determinato dall’esito del giudizio penale, conclusosi con sentenza irrevocabile di assoluzione, il magistrato ha diritto di essere reintegrato nelle funzio...

A fronte della revoca della misura cautelare e del proscioglimento in sede disciplinare, a sua volta determinato dall’esito del giudizio penale, conclusosi con sentenza irrevocabile di assoluzione, il magistrato ha diritto di essere reintegrato nelle funzioni semidirettive in precedenza svolte. il diritto alla reintegrazione nelle funzioni, derivante dall’art. 23, comma 1, del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, non è sottoposto infatti alle norme ordinarie sul conferimento delle stesse, di cui al decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, ma solo alla disponibilità del posto, ovvero a uno equivalente, laddove quello originariamente ricoperto non sia rimasto vacante. è pertanto configurabile la colpa grave del consiglio superiore della magistratura che non abbia provveduto in tal senso pur dopo il giudicato di annullamento formatosi sul provvedimento di trasferimento, adottato applicando la normativa in tema di conferimento. (1). ordinamento giudiziario - conferimento incarichi direttivi, semidirettivi, alternativo - mancato conferimento - danno patrimoniale - esclusione - danno non patromimoniale - demansionamento del magistrato - sussitenza. a fronte dell'illegittimo demansionamento del magistrato, non reintegrato nelle sue funzioni a seguito dell'assoluzione irrevocabile in sede penale e del conseguente proscioglimento in sede disciplinare, non sono ravvisabili danni patrimoniali in quanto nella magistratura ordinaria l’incarico di direzione di uffici o di ripartizioni interne di essi non comporta il riconoscimento di alcuna indennità o di emolumenti ulteriori rispetto al trattamento economico complessivamente spettante al magistrato in base alla qualifica e all’anzianità maturata. sono per contro ravvisabili e risarcibili i danni non patrimoniali, ex art. 2059 c.c., costituendo dato incontrovers...

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MAR
Riduzione del risarcimento dei danni cagionati da elevate con...
Sentenza
22-03-2026 17:53
Avv. Antonino Sugamele

Riduzione del risarcimento dei danni cagionati da elevate concentrazioni di polveri e fibre di amianto in presenza di concausa del consumo di tabacco. Responsabilità civile – Dipendenza della patologia da causa di servizio. Riduzione del risarcimento. Violazione di norma comportamentale di diligenza. Colpa generica. Consumo di tabacco...

Responsabilità civile – dipendenza della patologia da causa di servizio – lesione multifattoriale – determinazione frazionata del contributo causale – consumo di tabacco – esposizione ad amianto – riduzione del risarcimento in materia di risarcimento dei danni cagionati da elevate concentrazioni di polveri e fibre di amianto cui il dipendente è stato sottoposto nel corso del proprio lavoro, è legittima la determinazione frazionata del contributo causale (nella specie, del 70% per il fumo di tabacco e del 30% per l’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro) rispetto al danno complessivamente patito, con conseguente riduzione del risarcimento, qualora si accerti l’esistenza di fattori causali preesistenti, simultanei o sopravvenuti indipendenti dall’azione od omissione dell’amministrazione. (1). responsabilità civile – dipendenza della patologia da causa di servizio – riduzione del risarcimento – violazione di norma comportamentale di diligenza – colpa generica – consumo di tabacco in materia di risarcimento dei danni cagionati da elevate concentrazioni di polveri e fibre di amianto cui il dipendente è stato sottoposto nel corso del proprio lavoro, è legittima la riduzione del quantum in applicazione dell’art. 1227 c.c. nel caso di accertata violazione, da parte del creditore – danneggiato, di una norma comportamentale di diligenza, sotto il profilo della colpa generica (nella specie, consumo di tabacco). (2). giustizia amministrativa – processo amministrativo – onere della prova – principio di non contestazione – onere di allegazione dei fatti di causa ai sensi dell’articolo 64, comma 2, c.p.a., l’onere gravante sul convenuto di contestazione dei fatti allegati dalla controparte si coordina con quello di allegazione dei fatti di causa che incombe sull'attore. pertanto la mancata allegazione puntuale dei fa...